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Terzo Piano, sala 2

PIRANDELLO

“Mi sono affacciato alla finestra su Bd. Saint Germain è ho visto passare la vita. Ho detto: Ecco la vita a cui bisognerebbe dare forma. Questa attuale. Che nudi? Che Neoclassicismo? Dove le bagnanti? Ho versato il caffè. Ecco dove si radunano gli uomini. Ho pensato agli antichi: essi sempre hanno riprodotto la vita attuale e la favola eterna. Mettere questa favola sotto le vesti moderne, nella vita moderna. Così può nascere il quadro”. (1927- 1930)

“Una delle miei più grandi fatiche con le quali aggravio la mia vita, è quella di correre a mettermi da tutti, o quasi, i punti di vista attraverso i quali le cose di questo mondo possono essere guardate, e da lì interpretare come appaiono. E appaiono ad esempio così: che mentre io e voi sediamo di fronte nello stesso scompartimento del treno, voi guardate me ed io voi che siamo diversissimi; mentre io vi vedo contornato del paesaggio che avete di dietro, e voi mi contornate del paesaggio che io non vedo. Siamo dunque diversi ed in luoghi diversi e in luce diversa e crediamo di essere qui insieme”. (s.d.)

“Il mio ricordo, la mia memoria secerne il colore del ricordo. Penso a un cespo di rose che ho accudito. Se ad occhi chiusi rivedo la sagoma della finestra, illuminata dal sole, lo spettro della luce che dianzi vedevo di un tenue opale ora mi sembra verde. Ho pensato a un fondo turchino. Ad occhi chiusi rivedo lo spettro della luce d’intenso viola.

Cos’è questo colore della memoria?”(s.d)

Painting
Fausto Pirandello, 1934-1935
Painting
Fausto Pirandello, 1926
Painting
Fausto Pirandello, (1935)

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